WhatsApp annuncia le Storie, con nome “stato”

È un momento di grandi ed importanti novità in casa Facebook, Inc. I due più utilizzati servizi dell’azienda di Mark Zuckerberg hanno nei giorni scorsi annunciato ed applicato l’introduzione di grandi cambiamenti all’interno dei relativi servizi: Facebook prima, e ora WhatsApp. Le novità a cui mi riferisco sono l’ennesimo modo per introdurre a modo proprio i contenuti di Snapchat, dopo che ad agosto 2016 le Stories sono state portate su Instagram.

È proprio alle Storie che mi riferisco, con le stesse che sono già arrivate sull’app Facebook, e nei prossimi giorni cominceranno ad essere distribuite anche su WhatsApp, anche se con un nome differente.

Andiamo però con ordine e cominciamo dalle Facebook Storie, per poi arrivare a quelle di WhatsApp. Su Facebook le storie arrivano nel contesto di una nuova fotocamera interna all’applicazione, ricca di effetti ed animazioni, proprio come quella di Instagram Stories. Insieme alla nuova camera arriva anche la casella per i messaggi diretti e temporanei (i Direct su Instagram), e ovviamente sia le Storie pubbliche che quelle private hanno la durata di 24 ore, trascorse le quali vengono cancellati automaticamente. Le Storie di Facebook vengono visualizzate in cima all’interfaccia dell’applicazione con le miniature delle immagini profilo degli utenti, esattamente come già avviene su Instagram (non è da escludere che in futuro possano essere qui integrate anche le Dirette).

Passiamo ora a WhatsApp, dove il discorso è leggermente diverso. Nel servizio di messaggistica, infatti, si è scelto di non introdurre le storie come una funzionalità completamente nuova, ma come aggiornamento di una già esistente, WhatsApp Status, o come è chiamato in italiano, semplicemente Stato. Come annunciato dal blog ufficiale WhatsApp, in occasione degli 8 anni dal lancio dell’applicazione si è deciso di aggiornare la funzionalità con la possibilità di mostrare tramite contenuti identici alle storie le proprie attività, con la protezione per i contenuti della crittografia end-to-end già adottata per le chat.

Certo è che l’introduzione dei contenuti temporanei in così tante piattaforme è un rischio, perché a mio parere potrebbe portare ad una frammentazione nell’utilizzo della tipologia di contenuto. Lo stesso utilizzo sarebbe però per logica superiore su Facebook rispetto a Instagram e WhatsApp se si guarda al numero di utenti. Sarà effettivamente  così? Le storie di Facebook porteranno ad un calo su Instagram del format? Ditemi cosa ne pensate nei commenti!

Andrea Careddu

21 anni, blogger e appassionato tech. Laureato in Informazione, Media e Pubblicità all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e ora studente di Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Mi trovi su www.acareddu.it.